Het Groot Dictee
Premesso che sarei l’ultima persona autorizzata a fare commenti o ironia sulla lingua olandese, visto che sono ormai in questo Paese da piĂą di due anni e il mio vocabolario si ferma al buongiorno, in questo post vorrei parlarvi di qualcosa davvero buffo, ma che vi farĂ capire le mie quasi giustificate mancanze linguistiche e la stranezza di una lingua nata dalla fusione, non so fino a che punto armoniosa, di due lingue abbastanza differenti: il tedesco e l’inglese.
Per chi non è mai stato in Olanda, in particolare per un italiano (e scommetto anche per un nostro cugino francese o spagnolo), il primo impatto con la lingua è decisamente ostico, credo peggio ancora del primo impatto con il tempo e il cibo. Mentre per questi ultimi ci si consola con sporadiche belle giornate, vissute come un dono di Dio, o con la varietà infinita di ristoranti stranieri, presenti anche nei più piccoli paesi, per la lingua il percorso è lungo e impervio.
Vi basti pensare che avevo sempre considerato il tedesco come una lingua dura, ma abituato ormai all’olandese, quando sono stato un paio di giorni a Berlino, mi era sembrato che la gente del posto parlasse in francese.
Al di lĂ della premessa e di un po’ di umorismo, ho cominciato da poco un corso e l’olandese è una lingua difficile come ogni altra lingua che non si conosce e che deve essere studiata. Per i latini si aggiunge una grande  difficoltĂ per una pronuncia tutt’altro che famigliare. La pronuncia però non è che una parte delle prove da superare, la sorpresa piĂą grande arriva quando si comincia a scrivere. L’olandese non è una lingua fonetica: quando si sente una parola, se non la si conosce giĂ , è impossibile scriverla correttamente.
E con questo arriviamo all’oggetto del post: nel periodo natalizio in Olanda si organizza un concorso dove gente di tutti i ranghi si riunisce per sfidarsi in un dettato… si, avete letto bene, un dettato. Ovviamente vince chi fa meno errori (è rarissimo che ci sia qualcuno che scriva tutto completamente giusto) e l’evento è trasmesso in TV. Ed è proprio guardando la TV che ne ho scoperto l’esistenza: la faccia sbalordita che ho fatto non era molto diversa dalla tua che stai leggendo!
