Pizza
In Italia fino a Mercoledì, una gara di nuoto e delle riunioni di lavoro nei prossimi giorni sono una buona occasione (e un’ottima scusa) per tornare nel mio Paese. E inevitabilmente questa sera mi sono rifugiato in una pizzeria.
Ho cercato di non pensarti, davvero… direi quasi con maniacale disciplina. Ho cercato anche di tradirti con misere copie, falsi neanche d’autore. I risultati ovviamente sono stati deludenti, la crisi d’astinenza non si è per nulla placata, è stato inevitabile stasera incontrarti…
Ho preso il menù e mi sono letto tutte, dico tutte le pizze, nonostante sapessi fin dall’inizio che “modello” prendere. La speranza di trovarne un nuovo non c’entra, non sono sempre alla ricerca delle novità , le pizze classiche sono le migliori. E’ stata la voglia di temporeggiare a farmi agire così: la fretta è spesso nociva ai grandi incontri.
Sei arrivata come ti sognavo: tonda, colorata, solare. Ho affondato il coltello dolcemente su di te, come fa un chirurgo quando salva una vita, non certo come un assassino quando uccide la sua vittima. Ti sei abbandonata completamente, senza resistenza, con una grazia squisita. Come sempre accade, mentre la mozzarella filava tra le mie mani, mi sono chiesto per un attimo se qualcuno mi stesse guardando.
Poi il tuo gusto ha preso il sopravvento…
Lello ha scritto il giorno 10 marzo 2008 alle 8:59:
ma vedi tu se mi devi far venire fame alle 9 di mattina!!!
* Fede * ha scritto il giorno 10 marzo 2008 alle 10:16:
e quando mai tu non hai fame
ohhhh alla fine ho vinto io e hai giustificato il testo!