giovedì 29 maggio 2008

Carnevale ad Aalboorg

karnevalsplakat_08Non sono mai stato al Carnevale di Rio, per la verità mi manca anche quello di Venezia, sebbene di tutt’altro genere rispeto al primo. Lo scorso fine settimana l’ho trascorso in Danimarca e con fierezza posso dirvi di aver visto il carnevale di Aalboorg!

Si lo so, gli amici Italiani si staranno chiedendo cosa diavolo sia (credo anche un po’ di olandesi), questo carnevale ci è sconosciuto tanto quanto il nome della città in cui si festeggia: chiedo perdono ai simpaticissimi amici danesi per questa mancanza, perché nel Nord Europa è davvero famoso e seguito. Date un’occhiata alle foto che ho scattato durante il weekend: spero riescano a trasmettervi l’atmosfera di delirio e gioia che ho potuto respirare in questo grandioso evento. Ne ho messe anche di artistiche qui.

Il prossimo anno ci devo tornare, ma questa volta preparato, con un costume da urlo… un incrocio tra un mulino a vento e una ruota della fortuna! Su ogni pala ci scrivo una frase del tipo baciami, mordimi, sculacciami e così via: stando ben alla larga da tutti i maschietti, potrei passare ore chiedendo alle donzelle di farmi girare le pale!

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mercoledì 7 maggio 2008

Festa di compleanno… a sorpresa!

E’ appena finita, faccio fatica ancora a credere che sia successo veramente. Oggi sono uscito dall’ufficio e sono andato a nuotare. Finito l’allenamento ho guidato verso casa di fretta, perché Mignon, un’amica conosciuta in piscina durante il primo mese trascorso in Olanda, mi aspettava, voleva parlarmi. Ero un po’ preoccupato, sono entrato in casa e, mentre posavo la borsa del nuoto, il campanello ha cominciato a suonare: erano in quindici, la maggior parte nuotatori della NDD, la squadra con cui mi alleno.

compleanno

Sono saliti, hanno montano le bandierine, gonfiato i pallonicini colorati e aperto davanti ai miei occhi affamati due belle torte: spettacolo! Mi hanno cantato in olandese tanti auguri, poi abbiamo riso, mangiato, bevuto e chiacchierato spassionatamente. La serata è volata via veloce, come solo quando si sta proprio divinamente. E chi se lo aspettava! Belli questi trent’anni, indimenticabili: lontano da casa, da famiglia e dalle care amicizie ho trovato lo stesso tanto calore. Grazie di cuore amici olandesi per questo regalo indimenticabile.

martedì 6 maggio 2008

Trent’anni

TortaCompleanno Oggi sono trenta, si sono arrivati, non so se puntuali, ma sono arrivati. Mi sono chiesto molte volte chi e dove sarei stato a trent’anni, come tutti credo. Ovviamente non sono quello che mi ero immaginato, anche perché ne avevo diverse versioni, a partire dall’astronauta fino ad arrivare all’attore famoso. La mia situazione attuale comunque mi piace molto, le emozioni e le gioie che volevo trovare le ho trovate, anche più intense di come me le immaginavo.

Mi sono chiesto chi e dove sarei stato ancora più intensamente prima di compiere venti e venticinque anni. Sarebbe credo anche normale già ora domandarsi come sarò a quaranta, cinquanta e così via, ma non mi viene di farlo. Certo ho qualche fantasia, dei sogni, ma ho smesso di soffrire di una malattia comune ad ogni mortale: la febbre del futuro. Nessuno ne è immune, solo pochi fortunati hanno sintomi lievi fin dalla nascita, qualcuno per incoscienza o beata ignoranza, altri per una profonda disciplina verso la felicità. Io personalmente ne sono quasi guarito, i miei sintomi si affievoliscono ogni giorno che passa, anche se questo non vuol dire che viva alla giornata, sia chiaro. Ho degli obbiettivi precisi, ma a breve termine, quelli a lunga scadenza sono visioni, suggerimenti per un destino che si annuncia solo quando accade e va preso al volo. Insomma sono in una calma tesa, rilassato e nello stesso tempo pronto a scattare. C’è solo una domanda sorda che ogni tanto mi solletica ed è questa: se sarò… Per fortuna non faccio in tempo a sentirla, un po’ per scaramanzia, un po’ perché è davvero troppo debole e decisamente stupida, meglio concentrarsi sul presente.

Visto che oggi è il mio trentesimo compleanno voglio farmi un regalo prezioso e voglio farlo anche a voi che leggete. Di seguito trascrivo un brano stupendo, tratto da un libro di Oriana Fallaci:

“Sono stupendi i trent’anni, ed anche i trentuno, i trentadue, i trentatré, i trentaquattro, i trentacinque! Sono stupendi perché’ sono liberi, ribelli, fuorilegge, perché è finita l’angoscia dell’attesa, e non è cominciata la malinconia del declino. Perché siamo lucidi, finalmente, a trent’anni! Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti; se siamo atei siamo atei convinti. Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna. E non temiamo le beffe dei ragazzi perché anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perché anche noi siamo adulti. Non temiamo il peccato perché abbiamo capito che il peccato è un punto di vista, non temiamo la disubbidienza perché abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile. Non temiamo la punizione perché abbiamo concluso che non c’è nulla di male ad amarci se c’incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo: i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell’olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi. Siamo un campo di grano maturo a trent’anni, non più acerbi e non ancora secchi: la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita. E’ viva ogni nostra gioia, è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più. Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui scenderemo un po’ ansimanti e tuttavia freschi. Non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro e avanti e meditare sulla nostra fortuna…”
( – Oriana Fallaci)

martedì 6 maggio 2008

Jetlag

Ieri, o forse meglio dire qualche ora fa visto la confusione oraria interna, sono tornato da Cuba, dopo una dozzina di giorni passati a vagabondare per Havana e dintorni. Tralasciando le condiderazioni su un viaggio stupendo, che presto racconterò a puntate e con fotografie, oggi… stamattina… stanotte… boh diciamo semplicemente adesso, vorrei tanto che il sonno mi prendesse tra le sue dolci braccia come di solito accade dal momento che sono le 2:30 del mattino. Chiedo poi troppo se la fame mi concedesse un po’ di tregua e smettesse di farmi sognare ad occhi aperti le aragoste dei Caraibi?

Pensavo di scansarmelo, ci sono “solo” sei ore di fuso tra Olanda e Cuba, invece mi sa che mi ha preso in pieno il jetlag… vediamo su che cosa si dice di bello:

“Il Jet lag (traducibile nel linguaggio di tutti i giorni con mal di fuso, e in quello medico con disritmia, discronia o disincronosi circadiana) è un disturbo che si verifica quando si attraversano vari fusi orari come avviene nel caso di un lungo viaggio in aereo. In questi casi, giunti a destinazione si è assonnati, stanchi o confusi. Il fenomeno si verifica a causa dell’alterazione dei normali ritmi circadiani

Umh, interessante, una definizione un po’ freddina, direi che più che stanchi e assonnati ci si sente proprio incasinati, tutto il mondo va al rallentatore, senti ovattato, dormi in piedi e con gli occhi aperti, sei sveglio nel letto, con gli occhi chiusi. Quasi quasi metto su un po’ di salsa, sia quella musicale, sia quella culinaria, così mentre mi mangio un piatto di pasta sculettando alla meno peggio, vado a leggermi che cavolo sono sti ritmi circadiani: solo il nome mi fa andare fuori di testa… Chiudo il delirio, alla prossima.