In Italia – Olanda c’è stata una piccola vittoria
Sono le venti quando atterro a Schipol, il lungo weekend a Vienna è stato interessante, la città mi è piaciuta, ho ammirato tanta eleganza, ho apprezzato la sua raffinatezza e sono rimasto affascinato dai bellissimi quadri di Klimt, ma ora l’Italia sta per entrare in campo contro l’Olanda, che faccio?
Mi perdo tutta la partita se prendo il treno ora, se invece rimango qui rischio di prendere dell’altro. L’aeroporto è quasi deserto, mi guardo intorno, vedo degli schermi accesi in una specie di Mac Donald, i colori non mi ingannano: azzurro e arancio. Mi avvicino, mi siedo un po’ timoroso. Il personaggio un po’ brillo al mio fianco capisce subito che sono italiano, il solo italiano: mi guarda e sentenzia senza pietà un tre a zero. Ovviamente non immaginavo lontanamente che sarebbe stato il vero risultato finale…
La partita inizia e succede l’inaspettato, per l’ennesima volta gli olandesi mi sbalordiscono. Una delle cameriere del locale si avvicina, ha una bandana arancione e mi porge un tamburello con su scritto Olanda, poi va via. Torna dopo pochi secondi con una birra, un bel sorriso e un foglio bianco con su scritto “Italie”, che delicatamente attacca sul tamburello. Si siede tra me e il personaggio e mi invita a gioire. La partita è bella, tremenda, lunghissima… Al secondo goal il personaggio si scalda, diventa un po’ molesto e altro colpo di scena: alcuni dei camerieri mi circondano, si siedono intorno a me, quasi vogliano proteggermi, e sembra si vergognino dell’atteggiamento del loro connazionale.
La partita finisce, incasso i tre goal e il sorriso beffardo del personaggio, il quale alla fine si comporta comunque bene, ci diamo anche la mano. Gli olandesi festeggiano, mi prendono un po’ in giro, ma con misura e molto rispetto: non posso che ammirarli, non posso che fare mia questa lezione di civiltà , direi anche solidarietà visto il risultato.