Guidando verso l’ufficio
Sono sicuro che a molti di voi sarà già capitato di vedere una bella foto e non avere neanche un cellulare non troppo datato a portata di mano, per provare in qualche modo a fissare un’immagine che rimarrà purtroppo registrata solo nella propria mente. A me succede di continuo, di foto ne vedo a decine tutti i giorni, in tutti i luoghi e i visi che incontro. Per questo motivo ho preso il vizio di portare spesso con me la mia compatta G9, anche nelle occasioni in cui si pensa sia molto improbabile poter scattare delle foto, come qualche ora fa, mentre guidavo verso l’ufficio.
Una compatta ha decisamente dei limiti, ma ha il grande pregio di essere compatta… una cosa di sicuro da non sottovalutare. Questa mattina la nebbia non era affatto fitta, né pericolosa. Si alzava leggera dai campi, svelava a poco a poco le bellezze di una natura olandese che ormai mi colpisce sempre di più. Tra il rosa dell’alba e il verde bagnato dalla rugiada, sono comparse le ombre di alcuni bellissimi cavalli.
La macchina fotografica e’ la migliore scusa per potermi isolare dal mondo ed entrare a più stretto contatto proprio con lui. Non e’ tanto il fare le foto, quanto il fermarsi, l’aspettare, l’osservare, il sentire. L’immagine e’ la meta di un cammino tutto personale, dove i pensieri e le emozioni a volte appaiono lentamente e prendono forma da una nebbia colorata dall’alba.
Non si puo’ chiedere di meglio per iniziare la settimana.
