sabato 30 gennaio 2010

Het Groot Dictee

Premesso che sarei l’ultima persona autorizzata a fare commenti o ironia sulla lingua olandese, visto che sono ormai in questo Paese da più di due anni e il mio vocabolario si ferma al buongiorno, in questo post vorrei parlarvi di qualcosa davvero buffo, ma che vi farà capire le mie quasi giustificate mancanze linguistiche e la stranezza di una lingua nata dalla fusione, non so fino a che punto armoniosa, di due lingue abbastanza differenti: il tedesco e l’inglese.

Per chi non è mai stato in Olanda, in particolare per un italiano (e scommetto anche per un nostro cugino francese o spagnolo), il primo impatto con la lingua è decisamente ostico, credo peggio ancora del primo impatto con il tempo e il cibo. Mentre per questi ultimi ci si consola con sporadiche belle giornate, vissute come un dono di Dio, o con la varietà infinita di ristoranti stranieri, presenti anche nei più piccoli paesi, per la lingua il percorso è lungo e impervio.

Vi basti pensare che avevo sempre considerato il tedesco come una lingua dura, ma abituato ormai all’olandese, quando sono stato un paio di giorni a Berlino, mi era sembrato che la gente del posto parlasse in francese.

Al di là della premessa e di un po’ di umorismo, ho cominciato da poco un corso e l’olandese è una lingua difficile come ogni altra lingua che non si conosce e che deve essere studiata. Per i latini si aggiunge una grande  difficoltà per una pronuncia tutt’altro che famigliare. La pronuncia però non è che una parte delle prove da superare, la sorpresa più grande arriva quando si comincia a scrivere. L’olandese non è una lingua fonetica: quando si sente una parola, se non la si conosce già, è impossibile scriverla correttamente.

E con questo arriviamo all’oggetto del post: nel periodo natalizio in Olanda si organizza un concorso dove gente di tutti i ranghi si riunisce per sfidarsi in un dettato… si, avete letto bene, un dettato. Ovviamente vince chi fa meno errori (è rarissimo che ci sia qualcuno che scriva tutto completamente giusto) e l’evento è trasmesso in TV. Ed è proprio guardando la TV che ne ho scoperto l’esistenza: la faccia sbalordita che ho fatto non era molto diversa da quella che hai tu ora mentre leggi!

4 risposte a ' Het Groot Dictee '

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  1. Julia ha scritto il giorno 31 gennaio 2010 alle 17:57:

    E dimmi come vanno le lezioni?! Capisco bene quello che vuoi dire anche se quella del dettato proprio mi mancava. Il mio scoglio peggiore è stato invece il polacco, che è un misto di latino, tedesco,russo, inglese senza contare l’influenza slava.
    A parte la complessità e la brutta sonorità mi ha stupito il fatto che una frase può essere detta e scritta in più modi differenti… E vengono usati sempre doppi termini. Cioè una parola si dice in due modi diversi..
    Ho imparato pochissimo…
    La mia preferita tra le lingue diciamo non convenzionali rimane sempre il turco…
    Ciao e buon tutto
    Julia
    :-)

  2. Nico ha scritto il giorno 01 febbraio 2010 alle 8:24:

    Le lezioni vanno abbastanza, sono anche a loro modo divertenti: peccato solo avere la fortuna/sfortuna che la maggioranza degli olandesi conosce l’inglese benissimo… questo gli fa gran onore, ma ti rende di un pigro…!

  3. Julia ha scritto il giorno 04 febbraio 2010 alle 16:44:

    E’ il lato oscuro dell’inglese…
    Ecco perchè ho imparato il turco, i miei vicini meno giovani non lo parlavano ed io ho letteralmente consumato il mio mini dizionario..

    Ti ho citato nel mio post di cui sei stato ispiratore…
    :-)
    Ciao
    Julia

  4. Julia ha scritto il giorno 26 febbraio 2010 alle 22:28:

    Ciao. Condivido il tuo pensiero sulle cose lente fatte di dettagli, di passione e di storia. Devo ammettere però che quando sono all’Ikea la tentazione di comprare tutti quegli oggetti pratici di caldo legno naturale o colorato è molto forte e ci casco ogni volta.. E poi devo dire che in certi frangenti guai se non ci fosse, tipo quando sei nell’ennesima casa nuova e ti servono tutte quelle piccole cose..
    Buon weekend
    :-)
    Julia

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