sabato 3 ottobre 2009

Il tamburo magico

Non finirà mai di stupirmi Den Bosch. Me ne stavo tranquillo a gustarmi un cappuccino da Kaldi, quando all’improviso sento un rullare di tamburi provenire dalla via. Penso a qualche banda, ma vedo un personaggio vestito con una divisa, credo francese all’epoca della rivoluzione. Strano mi dico, mi sembra un po’ presto o un po’ tardi per il carnevale. Non faccio in tempo a finire il pensiero e vedo delle oche in fila indiana seguire l’uomo, ordinate e svelte come una truppa in marcia. Mi fiondo fuori e rubo una foto con l’iPhone, sbalordito tanto quanto la gente in strada: che meraviglia!

Oche

Ah, se siete da queste parti, fateci un salto da Kaldi, perché è l’ unico posto in Olanda dove si può bere un vero cappuccino all’altezza di quello italiano.

mercoledì 19 agosto 2009

Ferragosto alternativo al Festival Boulevard

Non sono stati molti i miei ferragosti passati lontani da una spiaggia, ma quest’ultimo è stato davvero una bella e inaspettata alternativa. In Olanda dal 7 al 16 Agosto nella cittĂ  di Den Bosch (ufficialmente chiamata s-Hertogenbosh) si è tenuto il Festival Boulevard: una successione di spettacoli e concerti, all’aperto o su palchi o teatri improvvisati, sparsi per tutta la cittĂ . Un evento unico, divertente e artistico, aiutato anche da un sole allegro, che ci ha protetto a lungo dalla onnipresente pioggia olandese.

Vi invito a dare un’occhiata alle foto che ho scattato seguendo per diverso tempo un gruppo di attori vestiti anni 40 con tanto di vecchia valigia, che hanno improvvisato spettacoli per ore nelle strade di Den Bosch, coinvolgendo chiunque si presentasse sul loro cammino. Se capitate in Olanda il prossimo anno in questo periodo, non potere perdere questo festival, approfittando anche della possibilitĂ  di vedere un bellissima cittĂ  del sud dell’Olanda. .

lunedì 12 gennaio 2009

Bicerin

Oh Torino… cittĂ  che ho spesso snobbato in passato, se non quasi odiato, dimenticata da molti, sconosciuta ai piĂą. PerchĂ© ti ho scoperto solo alla fine? I lunghi anni del Politecnico non sono certo stati d’aiuto, i sacrifici richiesti da questa UniversitĂ  bella e terribile, mi hanno distolto dall’esplorarti e ammirarti. Doveva arrivare la laurea e il primo lavoro per poterti amare: la mente serena e libera, alcuni colleghi tra i quali il mio personale Virgilio, “Torino è casa mia” di Culicchia Giuseppe (un libro bellissimo che consiglio vivamente di leggere), e un olimpiade invernale che ha letteralmente acceso i tuoi fuochi sopiti, hanno fatto breccia nel mio cuore.

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E cosa consigliare allo straniero? Da dove partire? Fate come ho fatto io in queste settimane di freddo polare, partite con un buon bicchiere di Bicerin, davanti al Santuario della Consolata, nel Caffè Al Bicerin. Affogate nel cioccolato, nel caffè e nella panna in dosi segrete: un ricetta che altro non è che una formula magica. E poi? La Consolata…

La Consolata bisogna coglierla lateralmente, a sorpresa, perché tutto quell’oro non ci caschi addosso, tutto insieme, soffocandoci con la sua luce. La Consolata bisogna saperla afferrare fuori dalla Consolata (…) Bisogna sorprenderla, a sua insaputa, al Bicerin. Se la Consolata è il cuore di Torino, quel caffè di tre metri per cinque, dove gli otto tavolini di marmo faticano per trovare il loro spazio sul parquet a spina di pesce, è il cuore del cuore.
(Giorgio Calcagno – La Stampa)

Bicherin-001 Dimenticavo… si, lo so, della neve ne avete abbastanza quest’anno, ma se bevete il Bicerin a lume di candela, nel piccolo e caldo locale, mentre fuori i fiocchi si adagiano lenti e bianchi come la panna che indugia sul bicchiere di cristallo, allora davvero sarete pronti per scoprire Torino, confortati anche dal fatto che ci sono chilometri di portici che vi proteggeranno, facendovi  sentire dei principi in tribuna d’onore, mentre passeggerete per le sue vie reali.

venerdì 5 dicembre 2008

Berlino, un’araba fenice

Berlino In molti me ne avevano parlato bene, sia giovani che meno giovani, e non posso fare altro che confermare: Berlino è una bellissima capitale, quattro giorni per conquistarmi. CittĂ  mutevole, non lascia tregua allo stupore e il suo continuo divenire fonde il nuovo con il vecchio, sempre in elegante contrasto.  La sua atmosfera è calda anche d’inverno, nonostante la romantica neve e il freddo gelido. Le ferite delle guerre sono sempre visibili, ma i berlinesi stanno lavorando molto per sanarle: si respira ovunque una volontĂ  di cambiamento e riscatto dagli orrori del passato. I musei custodiscono i drammi e le tragedie dell’Europa, ma le sue gallerie mostrano alcune fra le opere d’arte piĂą belle che l’uomo abbia mai creato.

Vi invito a visitare quest’araba fenice, capace di risorgere da un passato terribile: sono certo che non vi deluderĂ , ha molto  da dire e da mostrare, a chiunque. Perdetevi fra le sue strade, a ovest e a est, attraverso un muro non ancora completamente immaginario.

Ah… dimenticavo, alcune foto qui, buona visione.

domenica 12 ottobre 2008

Guidando verso l’ufficio

Sono sicuro che a molti di voi sarĂ  giĂ  capitato di vedere una bella foto e non avere neanche un cellulare non troppo datato a portata di mano, per provare in qualche modo a fissare un’immagine che rimarrĂ  purtroppo registrata solo nella propria mente.  A me succede di continuo, di foto ne vedo a decine tutti i giorni, in tutti i luoghi e i visi che incontro. Per questo motivo ho preso il vizio di portare spesso con me la mia compatta G9, anche nelle occasioni in cui si pensa sia molto improbabile poter scattare delle foto, come qualche ora fa, mentre guidavo verso l’ufficio.

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Una compatta ha decisamente dei limiti, ma ha il grande pregio di essere compatta… una cosa di sicuro da non sottovalutare. Questa mattina la nebbia non era affatto fitta, nĂ© pericolosa. Si alzava leggera dai campi, svelava a poco a poco le bellezze di una natura olandese che ormai mi colpisce sempre di piĂą. Tra il rosa dell’alba e il verde bagnato dalla rugiada, sono comparse le ombre di alcuni bellissimi cavalli.

La macchina fotografica e’ la migliore scusa per potermi isolare dal mondo ed entrare a piĂą stretto contatto proprio con lui. Non e’ tanto il fare le foto, quanto il fermarsi, l’aspettare, l’osservare, il sentire. L’immagine e’ la meta di un cammino tutto personale, dove i pensieri e le emozioni a volte appaiono lentamente e prendono forma da una nebbia colorata dall’alba.

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Non si puo’ chiedere di meglio per iniziare la settimana.

mercoledì 20 agosto 2008

Workshop di fotografia con David Alan Harvey

Eccomi ritornato alla vita “normale”, dopo due splendide settimane di vacanza, la seconda delle quali trascorsa in Puglia, all’insegna del relax, del mare, del sole, del buon cibo, della compagnia dei miei cari e dei vecchi fedeli amici, e alla faccia della pioggia, che puntuale mi ha dato il benvenuto atterrato a Schipol.

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La prima settimana invece l’ho passata in Toscana per un workshop di fotografia, è proprio su questo che vorrei spendere due parole. Ogni anno infatti a Montepulciano, vicino a Siena, nella magnifica Toscana, TPW organizza corsi di fotografia diretti da differenti fotografi e assistenti, per differenti stili e temi, anche se tutti hanno in comune un’eccezionale professionalitĂ  e una qualitĂ  dell’insegnamento fuori dal comune. Io ho partecipato al corso di David Alan Harvey, fotografo superlativo, del quale mi limito a dire che fa parte dell’agenzia fotografica Magnum, che collabora da decenni con National Geographic e che è un amico, un insegnante instancabile, modesto e umano all’inverosimile (il suo corso qui). (continua…)

domenica 27 luglio 2008

Nella povertà la vera ricchezza

Approfitto della pubblicazione delle mie foto di Cuba, scattate lo scorso Aprile durante una vacanza, per scrivere due parole sul blog.

E’ davvero difficile descrivere le contraddizioni e il fascino di un paese come Cuba. Gli incredibili paesaggi e le spiagge mozzafiato fanno da sfondo a piccoli paesi di pescatori e contadini, mentre la capitale, L’Avana, mostra con fierezza le rovine di uno splendore ormai lontano.

Le contraddizioni non si limitano agli edifici e al paesaggio, ma sono ben radicate anche nella gente: è sottile il confine fra le persone che ti aiutano e si mostrano ospitali per indole piuttosto che per soldi, come anche quello fra la prostituzione e l’amore fiabesco che molte delle donne cubane cercano nello straniero, incarnazione del sogno occidentale.

Viso Cuba

(continua…)

giovedì 29 maggio 2008

Carnevale ad Aalboorg

karnevalsplakat_08Non sono mai stato al Carnevale di Rio, per la veritĂ  mi manca anche quello di Venezia, sebbene di tutt’altro genere rispeto al primo. Lo scorso fine settimana l’ho trascorso in Danimarca e con fierezza posso dirvi di aver visto il carnevale di Aalboorg!

Si lo so, gli amici Italiani si staranno chiedendo cosa diavolo sia (credo anche un po’ di olandesi), questo carnevale ci è sconosciuto tanto quanto il nome della cittĂ  in cui si festeggia: chiedo perdono ai simpaticissimi amici danesi per questa mancanza, perchĂ© nel Nord Europa è davvero famoso e seguito. Date un’occhiata alle foto che ho scattato durante il weekend: spero riescano a trasmettervi l’atmosfera di delirio e gioia che ho potuto respirare in questo grandioso evento. Ne ho messe anche di artistiche qui.

Il prossimo anno ci devo tornare, ma questa volta preparato, con un costume da urlo… un incrocio tra un mulino a vento e una ruota della fortuna! Su ogni pala ci scrivo una frase del tipo baciami, mordimi, sculacciami e così via: stando ben alla larga da tutti i maschietti, potrei passare ore chiedendo alle donzelle di farmi girare le pale!

Link alla Galleria 1
Link alla Galleria 2

mercoledì 23 aprile 2008

Biciclette

Bici2blog Credo sia un miracolo, ben due settimane di sole, un po’ di pioggia soltanto sabato scorso, di sera, ti pareva, mai il lunedì mattina… E con il sole l’invasione delle biciclette è inarrestabile in Olanda. Non che mi stupisca piĂą di tanto ormai, mi sono abituato a vedere persone pedalare d’inverno con neve, vento e freddo, che taglia come lame ogni superficie del corpo lasciata scoperta, per prima il viso. Potete immaginare quindi con le belle giornate quello che può succedere…

E per un italiano è una tragedia, in macchina ti senti una vittima, non hai nessun potere, sei indifeso, debole, ignorato. Quando guido nelle nostre strade, il mio ultimo pensiero sono i ciclisti e anche i motociclisti non è che mi facciano tanta impressione. Forte delle mie quattro ruote, l’unica minaccia sono i camion e i pedoni, ovviamente solo sulle strisce. Invece in Olanda bisogna avere quattro occhi, altro che le quattro ruote… Le biciclette hanno la propria corsia su ogni strada, perfino quelle sterrate! In caso di incidente hanno sempre ragione e per quanto riguarda la precedenza è lo stesso, sempre la loro. Devi accettarlo e devi imparare a guidare… Ogni volta che si mette la freccia è un’ansia, non si sa mai, sulla destra c’è sempre pronto a sorpassarti un ciclista posseduto dallo spirito gemello di Valentino Rossi. (continua…)

mercoledì 9 aprile 2008

Kinderdijk

MuliniNon è difficile trovare mulini a vento in Olanda, sono sparsi un po’ ovunque, a volte giri l’angolo e spuntano nei posti piĂą impensati, anche nel bel mezzo di una cittĂ : se non stai attento, ci sbatti contro e rischi di fare la figura del Don Chishiotte.

A Kinderdijk ce ne sono ben 19, tutti ancora funzionanti. La prima volta che sono andato a vederli il vento era particolarmente forte e ho potuto ammirarli al lavoro mentre drenavano l’acqua dai campi: uno spettacolo davvero maestoso. Peccato che lo scorso weekend il vento proprio non si è fatto sentire, mi sarebbe piaciuto che anche la mia sorellina e Lello li avessero visti girare. In ogni caso ci siamo goduti almeno un cielo primaverile e i miei due ospiti speciali hanno una scusa in piĂą per tornare a trovarmi al piĂą presto.

Ah, dimenticavo, l’UNESCO ha dichiarato questo sito patrimonio dell’umanitĂ  e non mi stupisco…

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