mercoledì 9 luglio 2008

Surf indoor…

Surf-1

Non era molto che mancavo dall’Italia, eppure a Spinetta Marengo, piccola frazione di Alessandria, famosa perché fu teatro di un’importante battaglia vinta da Napoleone contro l’esercito austriaco, scopro un nuovo Hotel a quattro stelle, con piscine, centro benessere, un cinema multisala e un ristorantino della rinomata catena Rossopomodoro, dove si può mangiare la pizza più buona della provincia. (continua…)

domenica 6 luglio 2008

Congratulazioni!

Oggi è stato un giorno davvero speciale, di quelli che occupano pagine e pagine nel libro della mia vita, oggi la mia sorellina si è sposata: è stata un’emozione grande, oltre ogni aspettativa, più grande della gioia per la mia laurea, grande come quella volta che…

fedelello

Sorellina ti auguro di cuore una semplice immensa felicità, di quelle dove l’amore, la fiducia, il rispetto e l’affetto ne fanno da padroni; di quelle che solo tu e pochi sanno apprezzare; di quelle che le difficoltà fanno crescere e consolidano: la meriti e sono sicuro che ce l’hai e l’avrai per sempre, perché le persone speciali come te e tuo marito Lello, non possono fare a meno di prenderla in pieno!

Il loro sito —-> Fede&Lello

martedì 10 giugno 2008

In Italia – Olanda c’è stata una piccola vittoria

Sono le venti quando atterro a Schipol, il lungo weekend a Vienna è stato interessante, la città mi è piaciuta, ho ammirato tanta eleganza, ho apprezzato la sua raffinatezza e sono rimasto affascinato dai bellissimi quadri di Klimt, ma ora l’Italia sta per entrare in campo contro l’Olanda, che faccio?

Mi perdo tutta la partita se prendo il treno ora, se invece rimango qui rischio di prendere dell’altro. L’aeroporto è quasi deserto, mi guardo intorno, vedo degli schermi accesi in una specie di Mac Donald, i colori non mi ingannano: azzurro e arancio. Mi avvicino, mi siedo un po’ timoroso. Il personaggio un po’ brillo al mio fianco capisce subito che sono italiano, il solo italiano: mi guarda e sentenzia senza pietà un tre a zero. Ovviamente non immaginavo lontanamente che sarebbe stato il vero risultato finale…

Holland

La partita inizia e succede l’inaspettato, per l’ennesima volta gli olandesi mi sbalordiscono. Una delle cameriere del locale si avvicina, ha una bandana arancione e mi porge un tamburello con su scritto Olanda, poi va via. Torna dopo pochi secondi con una birra, un bel sorriso e un foglio bianco con su scritto “Italie”, che delicatamente attacca sul tamburello. Si siede tra me e il personaggio e mi invita a gioire. La partita è bella, tremenda, lunghissima… Al secondo goal il personaggio si scalda, diventa un po’ molesto e altro colpo di scena: alcuni dei camerieri mi circondano, si siedono intorno a me, quasi vogliano proteggermi, e sembra si vergognino dell’atteggiamento del loro connazionale.

La partita finisce, incasso i tre goal e il sorriso beffardo del personaggio, il quale alla fine si comporta comunque bene, ci diamo anche la mano. Gli olandesi festeggiano, mi prendono un po’ in giro, ma con misura e molto rispetto: non posso che ammirarli, non posso che fare mia questa lezione di civiltà, direi anche solidarietà visto il risultato.

giovedì 29 maggio 2008

Carnevale ad Aalboorg

karnevalsplakat_08Non sono mai stato al Carnevale di Rio, per la verità mi manca anche quello di Venezia, sebbene di tutt’altro genere rispeto al primo. Lo scorso fine settimana l’ho trascorso in Danimarca e con fierezza posso dirvi di aver visto il carnevale di Aalboorg!

Si lo so, gli amici Italiani si staranno chiedendo cosa diavolo sia (credo anche un po’ di olandesi), questo carnevale ci è sconosciuto tanto quanto il nome della città in cui si festeggia: chiedo perdono ai simpaticissimi amici danesi per questa mancanza, perché nel Nord Europa è davvero famoso e seguito. Date un’occhiata alle foto che ho scattato durante il weekend: spero riescano a trasmettervi l’atmosfera di delirio e gioia che ho potuto respirare in questo grandioso evento. Ne ho messe anche di artistiche qui.

Il prossimo anno ci devo tornare, ma questa volta preparato, con un costume da urlo… un incrocio tra un mulino a vento e una ruota della fortuna! Su ogni pala ci scrivo una frase del tipo baciami, mordimi, sculacciami e così via: stando ben alla larga da tutti i maschietti, potrei passare ore chiedendo alle donzelle di farmi girare le pale!

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mercoledì 7 maggio 2008

Festa di compleanno… a sorpresa!

E’ appena finita, faccio fatica ancora a credere che sia successo veramente. Oggi sono uscito dall’ufficio e sono andato a nuotare. Finito l’allenamento ho guidato verso casa di fretta, perché Mignon, un’amica conosciuta in piscina durante il primo mese trascorso in Olanda, mi aspettava, voleva parlarmi. Ero un po’ preoccupato, sono entrato in casa e, mentre posavo la borsa del nuoto, il campanello ha cominciato a suonare: erano in quindici, la maggior parte nuotatori della NDD, la squadra con cui mi alleno.

compleanno

Sono saliti, hanno montano le bandierine, gonfiato i pallonicini colorati e aperto davanti ai miei occhi affamati due belle torte: spettacolo! Mi hanno cantato in olandese tanti auguri, poi abbiamo riso, mangiato, bevuto e chiacchierato spassionatamente. La serata è volata via veloce, come solo quando si sta proprio divinamente. E chi se lo aspettava! Belli questi trent’anni, indimenticabili: lontano da casa, da famiglia e dalle care amicizie ho trovato lo stesso tanto calore. Grazie di cuore amici olandesi per questo regalo indimenticabile.

martedì 6 maggio 2008

Trent’anni

TortaCompleanno Oggi sono trenta, si sono arrivati, non so se puntuali, ma sono arrivati. Mi sono chiesto molte volte chi e dove sarei stato a trent’anni, come tutti credo. Ovviamente non sono quello che mi ero immaginato, anche perché ne avevo diverse versioni, a partire dall’astronauta fino ad arrivare all’attore famoso. La mia situazione attuale comunque mi piace molto, le emozioni e le gioie che volevo trovare le ho trovate, anche più intense di come me le immaginavo.

Mi sono chiesto chi e dove sarei stato ancora più intensamente prima di compiere venti e venticinque anni. Sarebbe credo anche normale già ora domandarsi come sarò a quaranta, cinquanta e così via, ma non mi viene di farlo. Certo ho qualche fantasia, dei sogni, ma ho smesso di soffrire di una malattia comune ad ogni mortale: la febbre del futuro. Nessuno ne è immune, solo pochi fortunati hanno sintomi lievi fin dalla nascita, qualcuno per incoscienza o beata ignoranza, altri per una profonda disciplina verso la felicità. Io personalmente ne sono quasi guarito, i miei sintomi si affievoliscono ogni giorno che passa, anche se questo non vuol dire che viva alla giornata, sia chiaro. Ho degli obbiettivi precisi, ma a breve termine, quelli a lunga scadenza sono visioni, suggerimenti per un destino che si annuncia solo quando accade e va preso al volo. Insomma sono in una calma tesa, rilassato e nello stesso tempo pronto a scattare. C’è solo una domanda sorda che ogni tanto mi solletica ed è questa: se sarò… Per fortuna non faccio in tempo a sentirla, un po’ per scaramanzia, un po’ perché è davvero troppo debole e decisamente stupida, meglio concentrarsi sul presente.

Visto che oggi è il mio trentesimo compleanno voglio farmi un regalo prezioso e voglio farlo anche a voi che leggete. Di seguito trascrivo un brano stupendo, tratto da un libro di Oriana Fallaci:

“Sono stupendi i trent’anni, ed anche i trentuno, i trentadue, i trentatré, i trentaquattro, i trentacinque! Sono stupendi perché’ sono liberi, ribelli, fuorilegge, perché è finita l’angoscia dell’attesa, e non è cominciata la malinconia del declino. Perché siamo lucidi, finalmente, a trent’anni! Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti; se siamo atei siamo atei convinti. Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna. E non temiamo le beffe dei ragazzi perché anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perché anche noi siamo adulti. Non temiamo il peccato perché abbiamo capito che il peccato è un punto di vista, non temiamo la disubbidienza perché abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile. Non temiamo la punizione perché abbiamo concluso che non c’è nulla di male ad amarci se c’incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo: i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell’olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi. Siamo un campo di grano maturo a trent’anni, non più acerbi e non ancora secchi: la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita. E’ viva ogni nostra gioia, è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più. Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui scenderemo un po’ ansimanti e tuttavia freschi. Non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro e avanti e meditare sulla nostra fortuna…”
( – Oriana Fallaci)

martedì 6 maggio 2008

Jetlag

Ieri, o forse meglio dire qualche ora fa visto la confusione oraria interna, sono tornato da Cuba, dopo una dozzina di giorni passati a vagabondare per Havana e dintorni. Tralasciando le condiderazioni su un viaggio stupendo, che presto racconterò a puntate e con fotografie, oggi… stamattina… stanotte… boh diciamo semplicemente adesso, vorrei tanto che il sonno mi prendesse tra le sue dolci braccia come di solito accade dal momento che sono le 2:30 del mattino. Chiedo poi troppo se la fame mi concedesse un po’ di tregua e smettesse di farmi sognare ad occhi aperti le aragoste dei Caraibi?

Pensavo di scansarmelo, ci sono “solo” sei ore di fuso tra Olanda e Cuba, invece mi sa che mi ha preso in pieno il jetlag… vediamo su che cosa si dice di bello:

“Il Jet lag (traducibile nel linguaggio di tutti i giorni con mal di fuso, e in quello medico con disritmia, discronia o disincronosi circadiana) è un disturbo che si verifica quando si attraversano vari fusi orari come avviene nel caso di un lungo viaggio in aereo. In questi casi, giunti a destinazione si è assonnati, stanchi o confusi. Il fenomeno si verifica a causa dell’alterazione dei normali ritmi circadiani

Umh, interessante, una definizione un po’ freddina, direi che più che stanchi e assonnati ci si sente proprio incasinati, tutto il mondo va al rallentatore, senti ovattato, dormi in piedi e con gli occhi aperti, sei sveglio nel letto, con gli occhi chiusi. Quasi quasi metto su un po’ di salsa, sia quella musicale, sia quella culinaria, così mentre mi mangio un piatto di pasta sculettando alla meno peggio, vado a leggermi che cavolo sono sti ritmi circadiani: solo il nome mi fa andare fuori di testa… Chiudo il delirio, alla prossima.

mercoledì 23 aprile 2008

Biciclette

Bici2blog Credo sia un miracolo, ben due settimane di sole, un po’ di pioggia soltanto sabato scorso, di sera, ti pareva, mai il lunedì mattina… E con il sole l’invasione delle biciclette è inarrestabile in Olanda. Non che mi stupisca più di tanto ormai, mi sono abituato a vedere persone pedalare d’inverno con neve, vento e freddo, che taglia come lame ogni superficie del corpo lasciata scoperta, per prima il viso. Potete immaginare quindi con le belle giornate quello che può succedere…

E per un italiano è una tragedia, in macchina ti senti una vittima, non hai nessun potere, sei indifeso, debole, ignorato. Quando guido nelle nostre strade, il mio ultimo pensiero sono i ciclisti e anche i motociclisti non è che mi facciano tanta impressione. Forte delle mie quattro ruote, l’unica minaccia sono i camion e i pedoni, ovviamente solo sulle strisce. Invece in Olanda bisogna avere quattro occhi, altro che le quattro ruote… Le biciclette hanno la propria corsia su ogni strada, perfino quelle sterrate! In caso di incidente hanno sempre ragione e per quanto riguarda la precedenza è lo stesso, sempre la loro. Devi accettarlo e devi imparare a guidare… Ogni volta che si mette la freccia è un’ansia, non si sa mai, sulla destra c’è sempre pronto a sorpassarti un ciclista posseduto dallo spirito gemello di Valentino Rossi. (continua…)

mercoledì 9 aprile 2008

Kinderdijk

MuliniNon è difficile trovare mulini a vento in Olanda, sono sparsi un po’ ovunque, a volte giri l’angolo e spuntano nei posti più impensati, anche nel bel mezzo di una città: se non stai attento, ci sbatti contro e rischi di fare la figura del Don Chishiotte.

A Kinderdijk ce ne sono ben 19, tutti ancora funzionanti. La prima volta che sono andato a vederli il vento era particolarmente forte e ho potuto ammirarli al lavoro mentre drenavano l’acqua dai campi: uno spettacolo davvero maestoso. Peccato che lo scorso weekend il vento proprio non si è fatto sentire, mi sarebbe piaciuto che anche la mia sorellina e Lello li avessero visti girare. In ogni caso ci siamo goduti almeno un cielo primaverile e i miei due ospiti speciali hanno una scusa in più per tornare a trovarmi al più presto.

Ah, dimenticavo, l’UNESCO ha dichiarato questo sito patrimonio dell’umanità e non mi stupisco…

lunedì 24 marzo 2008

Pasqua e neve

La primavera continua a farsi attendere e si atteggia a donna preziosa: si fa desiderare, stuzzica e illude. Consapevole della sua bellezza e del suo potere, ti mette alla prova per capire se sei degno del suo premio. Può sembrare che lo faccia con spietata crudeltà, solo per il gusto di far soffrire, ma non è così: sa troppo bene che gran parte del piacere sta nel gioco. Il segreto delle sue inspiegabili contraddizioni, delle sue logiche così illogiche è tutto qui, il trucco è svelato.

E’ domenica, ti svegli contento all’ora di pranzo e per di più è Pasqua, domani è ancora vacanza e questo ti rende davvero contento. Vai alla finestra e i raggi del sole ti trafiggono dolcemente, il tuo corpo ti urla di voler uscire di casa, ma la tua mente lo prega di farlo sottovoce perché siamo in Olanda. Che faccio? Amsterdam, con la macchina fotografica e… porto anche l’ombrello, non si sa mai. (continua…)

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